domenica, Febbraio 25

Autore: Fausto Corini

Ammiro il coraggio della redazione di Mirabilia Magazine. Chiedermi di scrivere degli articoli, lasciandomi per giunta carta bianca nella scelta delle tematiche e dello stile, lo ritengo un grande atto di coraggio, o di follia, o di entrambe le cose assieme. Tutto sommato, se dovranno rammaricarsi o rallegrarsi per questa scelta, non dipende né da me, né da loro, ma da voi lettori. Perché Dottor Divago? E’ presto detto. Perché amo divagare da un tema all’altro, anzi lo faccio proprio con dovizia ed impegno. Non ho la presunzione di conoscere tutto, sia ben chiaro, però ho l’ardire di amare il bello, aggettivo qualificativo che applico ad ogni aspetto della vita nella sua forma più assoluta. Sinché durerà la collaborazione con Mirabilia Magazine, toccherò sempre con grande leggerezza vari argomenti disparati fra loro, con l’unico obbiettivo di offrirvi una distrazione dalle vostre occupazioni quotidiane (se piacevoli lo deciderete voi). Il fatto di non essere un accademico né un critico ma una persona normalissima, a volte troppo, quanto vorrei avere ogni tanto un barlume di follia, mi regala l’occasione di dialogare di tutto senza addentrarmi troppo nei dettagli. Del resto la curiosità rappresenta una porta semi aperta sulla conoscenza, e se anche per un attimo avrò suscitato in voi questa sottile sensazione che vi porterà ad approfondire “motu proprio” un qualsivoglia argomento, sarò soddisfatto (e lo sarete anche voi, fidatevi). Di cosa si può parlare con leggerezza? Di tutto. Basta farlo con garbo, eleganza ed ironia. Tre qualità che andrebbero applicate in ogni aspetto della vita, soprattutto in tempi sospetti quali sono i nostri, dove scivolare nel cattivo gusto pare sia ormai must quasi irrinunciabile. Personalmente ritengo che la massima di Andy Warhol “in futuro tutti saranno famosi per quindici minuti” sia stata presa un po’ troppo sul serio, e preferisco di gran lunga un'altra sua frase “credo che avere la terra e non rovinarla sia la più bella forma d'arte che si possa desiderare”. Ecco, aggiungerei che, oltre a non rovinarla, sarebbe anche carino cercare di renderla un luogo migliore, fosse anche per provare sulla propria pelle un emozione diversa dal solito. Ecco, divago, lo so, è inevitabile. Tornando agli argomenti non vi tedierò con un infilata di temi, tematiche e note a margine: è cosa che detesto quasi quanto le tasse, ma sempre meno delle promozioni telefoniche. Diciamo che vi sono tante sfumature di colori, più di quante ve ne siano in un arcobaleno, nella storia, nell’arte, nella moda e nelle mode, nel saper vivere, nel recitare su di un palco come nella vita. Di questo mi occuperò, sempre se la redazione non cambierà idea dopo questo articolo. Gli spiriti liberi sono pericolosi per loro stessa natura: non imbrigliati nelle reti del pensiero corretto si permettono l’oltraggiosa arte del Divagare senza una meta prefissa. O forse l’hanno. Vedremo.
Una lampada posta all’ingresso del futuro
Arte, INTERVISTE

Una lampada posta all’ingresso del futuro

Intervista a Nikolas Vakalis, restauratore e cittadino del mondo per vocazione, anima di San Gemini Preservation Studies Da quando l’umanità ha iniziato a costruire città, templi e palazzi c’è sempre stato qualcuno che, a distanza di tempo, si glorificava di averli restaurati. Così accadeva in Mesopotamia con le ziggurat, in Egitto con le piramidi e la Sfinge e nella Roma imperiale con i templi e gli anfiteatri. Sovrani e mecenati hanno lasciato nel corso dei secoli lastre e targhe a ricordo imperituro delle loro imprese di tutela delle ricchezze artistiche. Ovviamente nessuno di loro ha mai pulito, accomodato o riparato nulla, semplicemente affidavano i lavori a maestranze altamente qualificate.  Lo stesso accade oggi, e siccome la storia è un cerchio che tende a ripetersi,...
Impipatene e guarda in alto. Il borgo di Grazzano
Lifestyle, Viaggio

Impipatene e guarda in alto. Il borgo di Grazzano

Alla scoperta del Borgo di Grazzano, il sogno di Giuseppe Visconti di Modrone Mi piace il motto “Impipatene e guarda in alto”, racchiude in se una filosofia ed uno stile di vita. Volendo tradurlo in Volgare Italiano suona così: “fregatene del giudizio altrui e guarda oltre”. Lo trovo un messaggio rivoluzionario in questo mondo “social” dove tutto dipende da quel click che è il giudizio altrui. Impipatene e guarda in alto Era sovversivo anche il primi del Novecento quando fu coniato dal Conte Giuseppe Visconti di Modrone come risposta e sfida a chi lo dileggiava per aver creato Grazzano Visconti. Uno scorcio del borgo di Grazzano Veduta aerea del borgo di Grazzano Sfatiamo subito un mito: il borgo di Grazzano Visconti sta ad un fals...
Terre Incantate
Lifestyle, Viaggio

Terre Incantate

Un viaggio meraviglioso tra le Terre Incantate italiane Sapersi perdere è una forma d’arte, e fra una via conosciuta ed una sconosciuta se posso scelgo l’avventura. C’è chi predilige perdersi in luoghi esotici, chi ama i paesi politicamente instabili, chi le lamasserie tibetane e poi ci sono io, che cautamente mi sono perso nelle vallate piacentine. Anzi, sarebbe meglio dire immerso, perché entrare i queste valli equivale ad immergersi in un altro mondo. Terre fatte di praterie e filari d’uva, colline dolcemente aspre che rilevano, nel loro serpeggiare, paesaggi selvaggi e incantati, fra boschi e torrenti, piccoli borghi fuori dal tempo e castelli millenari. “Vi fu sempre nel mondo assai più di quanto gli uomini potessero vedere quando andavano lenti, figuriamoci se lo potranno v...
Sua Maestà, la Regina Elisabetta: a job for life
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Ritratto inedito di The Queen, Sua Maestà, Regina Elisabetta II La Regina Elisabetta II ha governato durante l’espansione tecnologica ed i cambiamenti sociopolitici più rapidi che il mondo abbia visto. La valutazione per i suoi settant’anni di regno spetta alla Storia, ma di certo possiamo affermare che ha toccato con mano molti degli eventi che hanno lasciato un profondo segno nel corso del ventesimo e ventunesimo secolo.  La Regina e il Principe Filippo in viaggio verso le Fiji – dicembre 1953. Non è mia intenzione scrivere un articolo stucchevole su una donna che aveva tante doti. Certo, non si poteva definire leziosa o sdolcinata, ma pragmatica sì, lo era, eccome. Il senso del dovere l’aveva appreso dai genitori, Re Giorgio VI e la Regina con...
De Architectura 2.0: cosa resterà di noi?
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De Architectura 2.0: cosa resterà di noi?

Un viaggio nella De Architectura 2.0 italiana e internazionale Ciascuno ha le proprie stravaganze, la mia è gironzolare e osservare le architetture. Non parlo solo dei palazzi, delle chiese e dei monumenti, ma dei quartieri e delle abitazioni che costituiscono il tessuto delle nostre città, grandi o piccole che siano.   Mi piace contemplare l’infinita varietà di sfumature che spaziano dal bello al brutto, dal funzionale all’irrazionale, dal design stiloso al fai-da-te più sfrenato.   Osservare l’architettura di certi luoghi equivale a sfogliare un catalogo dei gusti e dell’urbanistica dal dopoguerra al ventunesimo secolo.  Ed osservando spesso mi chiedo: cosa resterà di noi? Cioè cosa rimarrà dell’architettura odierna e di quella non abbastanza da...
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Via dalla pazza folla. Il borgo di Titignano

Alla scoperta dell’incantevole borgo di Titignano, tra antichi castelli e vigneti vista lago C’era una volta, tanto tempo fa, un nobile cavaliere francese, Farolfo Montemarte, che dopo aver valicato le Alpi, scivolò lungo gli Appennini e decise di fermarsi a mezza via fra Orvieto e Todi: lì costruì un castello su un declivio roccioso, con una vista spettacolare che spaziava sulla valle del Tevere. Correva l’anno 937 e nasceva così il futuro Borgo di Titignano. Certo il buon Farolfo non poteva immaginare che la posizione scelta per il suo maniero si sarebbe rivelata perfetta, un millennio dopo, per fare del borgo un scrigno di serenità, via dalla pazza folla.Nel corso dei secoli il governo dei Montemarte si alternò a quelli di Todi e di Orvieto, sinché Papa Eugenio IV, da buon pragma...