domenica, Febbraio 25

Alla scoperta di Masseria Amastuola, intervista all’owner Filippo Montanaro

Sulla via della Magna Grecia, una sosta in masseria Amastuola, tra storia, cultura e innovazione

Masseria Amastuola, collocata a Crispiano (TA), è un luogo d’interesse storico riconvertito con gusto e sapienza, in struttura ricettiva e azienda vinicola di successo.

A dare traccia della sua storia è un inventarium scritto di pugno, nel 1400, da Giovanni Antonio Orsini, principe di Taranto. Tra le righe si sostiene che essa apparteneva ai beni dell’abbazia italo-greca di San Vito del Pizzo di Taranto. Nel 1500 la masseria venne concessa in enfiteusi e successivamente venduta al nobile Giovanni Ferrandinò che la vendette, a sua volta, nel 1652 per 2000 ducati al chierico tarantino, Andrea D’Afflitto. In questa epoca, la masseria conobbe momenti di alti e bassi che si stabilizzarono con l’ingresso di Andrea D’Afflitto Junior, che ammodernò la struttura e fece costruire jazzi, un nuovo trappeto e aggiunse nuove culture. Nel 1773, Andrea donò il suo patrimonio a Saverio D’Ajala di Taranto, in cambio di un vitalizio di 1200 ducati. Masseria Amastuola rimase nelle mani dei D’Ajala sino alle metà del ‘900. Dal 2003, la masseria è di proprietà del Gruppo KIKAU, della famiglia Montanaro di Massafra.

L’intervista

Ad accogliermi è lo stesso Filippo Montanaro, owner e hotel manager di Masseria Amastuola. Entrando in struttura si nota, sin dalla hall, la cura nei dettagli: nulla è lasciato al caso. Chi arriva in Amastuola non può che notare l’equilibrio tra storia e innovazione. La struttura, infatti, è stata riammodernata tenendo conto del suo grande valore storico senza rimanere indifferenti al richiamo del design industriale. L’ampio cortile, dal quale è impossibile sottrarsi ai profumi invitanti che provengono dalla cucina della chef Patrizia Girardi, si apre sul Golfo di Taranto con un’altra visione meravigliosa: la piscina che sembra tuffarsi nella vallata.

Filippo, ci parli di Masseria Amastuola …

Masseria Amastuola nasce come azienda agricola con un progetto di vigneto giardino affidato a un paesaggista spagnolo di fama internazionale di cui nome è Fernando Caruncho. In origine il terreno era un uliveto secolare lasciato in totale abbandono da oltre 50 anni così come era in degrado anche la masseria.

Filippo Montanaro, owner di Masseria Amastuola

Con Caruncho abbiamo trapiantato 1500 ulivi secolari, ricollocandoli all’interno del progetto e abbiamo pensato al disegno di un paesaggio particolare, con filari che simulano la sinuosità delle onde e che il paesaggista chiama “onde del tempo”. Le stesse che hanno attraversato questo terreno dalla Magna Grecia sino ai giorni nostri e che proiettano Amastuola anche nel futuro.

Il progetto nasce come azienda agricola per la produzione di vini biologici che siamo riusciti a produrre a partire del 2010. Se dovessimo realizzare una cronistoria, partiremmo con l’acquisto del terreno e della masseria nel 2003 dalla famiglia Tagliente; nel 2008 è stato concluso l’impianto del vigneto di 110 ettari e nel 2010 abbiamo realizzato la prima vendemmia e imbottigliato con la nostra etichetta Amastuola che è il nome originario della masseria e della località. Nel 2012, infine, abbiamo iniziato i lavori di ristrutturazione della masseria, per poter accogliere i gruppi in visita nel vigneto perché, di per sé, è già un’attrattiva turistica.

Il vigneto realizzato dal paesaggista Fernando Caruncho

La struttura.

Come è strutturata la masseria?

I lavori di ristrutturazione della masseria sono terminati nel 2017. La struttura è composta da 18 camere, 9 delle quali collocate nell’edificio storico della stessa, dove un tempo vi erano le abitazioni patronali di Amastuola. Le restanti 9 sono all’interno del vecchio ovile della masseria nel quale abbiamo conservato recinto e colonne e all’interno abbiamo costruito ex novo 9 camere. Con la ristrutturazione abbiamo deciso di inserire uno stile contemporaneo post industriale rendendolo armonico con la storia della struttura.

All’interno di Amastuola offrite anche il servizio di ristorazione: riprende la tradizione culinaria del territorio o si apre totalmente alle pietanze internazionali?

La cucina, che vede protagonista la nostra chef Patrizia Girardi, parte dalla tradizione con materie prime tipiche del territorio, proponendo un impiattamento contemporaneo.

Degustazione in Masseria Amastuola

La piscina che si affaccia sul Golfo di Taranto.

Cosa mi racconta della piscina che si affaccia sul Golfo di Taranto?

Tra i tanti valori aggiunti di Amastuola, c’è anche quello di essere stata costruita in una zona archeologica di interesse internazionale per via della Magna Grecia e quindi c’è un vincolo archeologico da seguire. Tutti i lavori effettuati in masseria hanno avuto il benestare della Sovraintendenza archeologica  e realizzati con squadre di operai indicati dalla Soprintendenza stessa, perché provviste di particolari certificazioni, nel massimo rispetto dell’origine del luogo. Questo ha recato un ritardo nel termine della sua costruzione. Pensi che la struttura ricettiva è stata aperta al pubblico nel 2017 e solo quattro anni dopo abbiamo potuto offrire la piscina ai nostri ospiti. È stata un’opera che ha completato Amastuola, i nostri ospiti amano trascorrere le giornate in acqua godendosi il panorama sul golfo di Taranto con un calice del nostro vino biologico.

Il cortile
Piscina Masseria Amastuola
La piscina

I vini di Masseria Amastuola

Ritornando ai vigneti: qual è la varietà di vite coltivata?

Il vigneto si compone per l’80% da uve rosse: primitivo, aglianico, negroamaro per gli autoctoni, cabernet sauvignon, merlot e syrah, per gli internazionali. Tra i bianchi, produciamo gli autoctoni malvasia e fiano minutolo; per gli esteri, chardonnay e sauvignon blanc.

In quale mercato si collocano i vini di Amastuola?

I vini di Amastuola sono venduti prevalentemente all’estero; siamo distribuiti in oltre 24 Paesi. Canada e Stati Uniti sono due mercati principali ma anche Cina, Giappone e Nord Europa dove i vini biologici riscontrano un forte successo essendo Paesi molto sensibili al biologico e anche molto interessati ai vini autoctoni pugliesi. Distribuiamo anche in Puglia e in centri città come Roma e Milano.

Interno di una camera in Masseria Amastuola
Interno di una camera in Masseria Amastuola

Quali sono le richieste dei vostri ospiti una volta giunti in struttura nel post pandemia?

Il Covid ci ha privati della nostra libertà e nei periodi successivi alla pandemia i nostri ospiti hanno apprezzato gli ampissimi spazi all’aperto nonché il vigneto; chi è arrivato in Amastuola si è dimostrato entusiasta dell’esperienza vissuta proprio per i servizi che offriamo. Attualmente, i nostri ospiti sono prevalentemente francesi, belgi, svizzeri e grande risposta anche danesi e olandesi. In attesa che anche gli american possano tornare a viaggiare come un tempo.

Quali sono i progetti futuri della masseria?

Per il futuro pensiamo di recuperare la zona che un tempo era destinata agli ovili per realizzare un piccolo centro benessere privato, per offrire un ulteriore servizio agli ospiti; pensiamo anche di realizzare una piccola dependance privata con annessa piscina, per offrire una tipologia di ospitalità differente dalla struttura alberghiera.