domenica, Febbraio 25

Francesca Liberatore e la sua SS 2024 in Lineapelle ed. 2023

Si apre la Milano Fashion Week. A dare il varo, Francesca Liberatore con la sua collezione primavera/estate 2024

Un anticipo di presentazione (clicca qui per sapere cosa è successo) che ha dato ragione a Francesca Liberatore. La stilista romana sfila in fiera Lineapelle 2023, focalizzando l’attenzione di buyer e stampa su di sé e sul progetto creativo che si inquadra sulla pelle organica e la sua ciclicità.

La spring/summer 2024 ha, come oggetto, il valore della sostenibilità impiegando, per la sua realizzazione, pelle tracciabile e riutilizzata. Per il suo show itinerante, in Rho Fiera Milano e in seguito nell’inedita cornice del Museo di Palazzo Diamanti a Ferrara il 7 ottobre (in collaborazione con Comune di Ferrara e Ferrara Arte), per proseguire fino a Macao in China e poi New York, Liberatore non è sola. Le sue doti indiscutibili di stilista, infatti, trovano alleanza con la passione per l’insegnamento che la spinge a condividere la passerella/palcoscenico con sette studenti di Brera, Accademia nella quale è docente.

Lineapelle 2023. Look gold Francesca Liberatore
Asimmetria per il look total gold

La collezione

Uno spettacolo che vede protagonisti capi in pellami naturali e rifinizioni crack, tessuti provenienti da scarti alimentari che altrimenti, senza l’utilizzo nel settore tessile, finirebbero al macero.

Francesca parte dal corpo per disegnare la silhouette della collezione SCFEFGZ (gli iniziali degli studenti n.d.r.). Dal nude dei bodysuit che alternano pellami di nuances diverse disegnando la silhouette – si legge nel comunicato – a top e gonne metallizzate, reworked, plissettate, slavate e alterate con tante altre tecniche che ne rendono la superficie unica. Moduli che scompongono il corpo come una bambola e lo riassemblano in accessori-parti come colletti e polsini gioiello o fasce-top in maglieria.

Numerando i capi con numeri da 1 a 9, proprio come si fa nel mondo dell’arte per definire i pezzi da collezione (il padre è lo scultore Bruno Liberatore), Francesca dà il giusto valore di unicità e preziosità ai suoi capi.