sabato, Aprile 13

Francesca Liberatore FW24-25, la performance aperta al pubblico

Tornata in calendario, Francesca Liberatore apre le porte della sua sfilata a un pubblico unico: appassionati e gente comune. Così, la stilista romana continua la sua ascesa nel mondo della moda

Performance artistica per Francesca Liberatore, che per la sua collezione FW 24-25 apre il suo show a centinaia di persone che prima del 25 febbraio 2024 erano state estromesse dalla Milano Fashion Week. Lo spettacolo, tenutosi nella Sala Verdi del Conservatorio di Milano, insieme all’Alpen Symphonie Orchester, alla Fondazione Società dei Concerti di Milano e con il patrocinio del Comune di Milano, è un inno all’arte. In fondo, Francesca la maestria la respira da quando era in fasce grazie al padre Bruno, celeberrimo scultore italiano.

Moda e musica classica in un gioco di equilibrio, “un test” che Liberatore affronta con una carica eccezionale, confermando la sua influenza nel Made in Italy. Le modelle, a piedi scalzi o in sneakers, si muovono ancheggiando per tutta la sala, coinvolgendo il pubblico. Per l’autunno/inverno 2024-25, Francesca Liberatore propone una collezione ricca di grafismi, in un patchwork che mischia stampe e tessuti differenti. “Blocchi neri – si legge nel comunicato stampa ufficiale – con silhouette cadenti sono il riflesso di colori che raccolgono invece le sezioni strumentali, carta da zucchero, grigio, cammello, cipria, pavone per le sontuose canottiere in lana finemente tessute, camice in seta e pantaloni jacquardati, ad evidenziare, attraverso un rigore spontaneo, come sia l’umano a dare vite alle note e non il suo ruolo.”

La moda di Francesca è indossabile, trova spazio nell’armadio senza preoccupazioni. Fa riferimento ai primi anni Duemila, quando i grandi stilisti proponevano le gonne a pannello e investe sul bomber, che diventa il capo iconico dell’intera collezione. Il tutto, con trame disegnate da foglie e fantasie geometriche dove non manca di vedere, a intervalli, il classico tartan.

“I miei sono dei test – racconta Francesca Liberatore – delle esperienze sconosciute che desidero vivere e far vivere al mio pubblico proprio in funzione di quella creatività che presuppone il nuovo e quindi l’imprevedibilità del risultato finale, che spero sempre possa aggiungere qualcosa alla visione ed emozionalità collettiva”.