sabato, Aprile 13

Il vino rosato di Cantina Cantele è il migliore in assoluto

Il rosato migliore d’Italia è il Rohesia: un Negroamaro di Cantina Cantele

La rivista italiana Gentleman ha decretato il rosato più buono d’Italia. Il riconoscimento va al Rohesia di Cantina Cantele, ottenuto da uve Negroamaro.

Il Belpaese rappresenta circa il 5% sul totale mondiale di consumo di vino. Sono i francesi a padroneggiare nella classifica con il 33%, seguiti da Germania con il 12%, Usa con l’11% e Regno Unito con il 6%. L’Italia, però, resta il Paese esportatore tra i più attivi al mondo; solo nel 2022, infatti, il valore dell’export si attestava a 7,9 miliardi di euro, a volumi  invariati (-0,6%).

Tra i diversi vitigni autoctoni troviamo la varietà Negroamaro (niuru mani in dialetto leccese) il cui nome deriverebbe dal colore intenso delle sue uve. La vite è tra le più coltivate in territorio pugliese, con presenza incisiva proprio nel Salento dove si stima una presenza del 90% delle coltivazioni. Le uve del Negroamaro assumono un sapore pieno e armonico, con un colore rosso rubino.

Il vino rosato Rohesia, il migliore d'Italia
Il vino rosato Rohesia, il migliore d’Italia, secondo Gentleman

Il vino rosato Rohesia è stato giudicato e premiato dalle guide ai vini di Gambero Rosso, Seminario Veronelli, Bibenda (Fondazione Italiana Sommelier – Fis), Vitae (Associazione Italiana Sommelier), l’Annuario di Luca Maroni e la guida di “Doctor Wine”, Daniele Cernilli. 

Medaglia d’argento per un’altra salentina, la Cantina Leone De Castris con il Five Roses (annata 2021, 78esimo anniversario. Chiude il podio la cantina veneta Guerrieri Rizzardi, con il Bardolino Chiaretto Classico Keya 2021.

Tra i premiati anche: Le Flery Rosato 2021 di Pescaja, dal Piemonte, il Brezzarossa Bolgheri Rosato 2021 di Campo al Pero, dalla Toscana, il Valtenesi Chiaretto Molmenti 2018 di Costaripa di Mattia Vezzola, dalla Lombardia; e ancora il Cerasuolo d’Abruzzo Superiore Villa Gemma 2021 di Masciarelli, dall’Abruzzo; e poi ancora Puglia, con il Faragola 2021 di Placido Volpone ed il Clo’ De Girolle Negroamaro Rosato 2021 di Garofano, per finire in Abruzzo, con il Cerasuolo d’Abruzzo Roas-ae 2021 di Torre dei Beati.

La storia di Cantina Cantele

Cantina Cantele nasce per intuizione dell’imprenditore Giovanni Battista Cantele, grande estimatore di vini. È una storia di famiglia, di quelle narrate con grande sentimento; perché nelle cose belle c’è sempre un gran cuore. Non è un caso, quindi, che alla matriarca della famiglia, Teresa Manara, venga dedicato un vino d’eccellenza. Nel secondo dopoguerra, Giovanni si avvicina al mercato del vino sfuso, fiorente in Puglia. Ogni volta, caricava il nettare nei barili e si spingeva verso nord, vendendolo ad una clientela sempre più partecipativa. Un giorno, però, si lascia accompagnare dalla moglie che rimarrà estasiate nell’ammirare le bellezze leccesi.

Il nuovo head quarter di Cantele: una masseria pugliese restaurata
Il nuovo head quarter di Cantele

Non fu difficile, per Teresa, immaginare un futuro nel Salento. È per mani del figlio Augusto, assieme al fratello e allo stesso Giovanni, che il sogno di una vita diventa realtà. Nel 1979, infatti, viene fondata l’azienda e negli anni Novanta furono acquistati i primi ettari di vigneto nelle campagne di Guagnano (Lecce) e nel circondario. Nel 2001 la cantina passa nelle mani della terza generazione: ai figli di Augusto, Gianni e Paolo, e ai figli di Domenico, Umberto e Luisa. Il 2003 segna un nuovo traguardo di Cantina Cantele, con la ricostruzione della cantina, restaurata secondo i criteri architettonici tipici delle masserie pugliesi. Al suo interno, il laboratorio sinestetico iSensi dove si svolge ricerca enogastronomica sulle basi della tradizione culinaria salentina.


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