domenica, Febbraio 25

Milano Moda Donna FW24, il glamour torna protagonista in città

Conferme, addii e grandi ritorni: la Milano Fashion Week autunno/inverno 2024-25 torna nella capitale della moda italiana con gran fermento di buyer e fashion addict

Camera Nazionale della Moda Italiana rende noto il calendario provvisorio della Milano Moda Donna FW24 – 25 attesa dal 20 al 26 febbraio 2024 . Tornano, in schedule, Francesca Liberatore (che durante la passata kermesse ha sfilato in Lineapelle anticipando la serie di eventi meneghini) e Marni che, nelle scorse edizioni, ha sperimentato una serie di sfilate itineranti nel mondo.

Attesi, anche, due grandi debutti: quello in Tod’s di Matteo Tamburini (ex Bottega Veneta) e quello di Walter Chiapponi, ex Tod’s e ora direttore creativo di Blumarine. Sarà l’ufficio stile, invece, a guidare la collezione Moschino FW 2024-25 dopo la prematura scomparsa del direttore creativo Davide Renne, morto a sole poche settimane dalla sua nomina.

Lineapelle 2023. Look gold Francesca Liberatore
Asimmetria per il look total gold firmato da Francesca Liberatore SS24

Al momento sono previste 55 presentazioni live e 4 in digitale.

Aprirà la kermesse Iceberg il 21 febbraio al quale faranno seguito le big Fendi, Antonio Marras, Etro, Roberto Cavalli e Alberta Ferretti. Il secondo giorno sarà il turno di Max Mara, Moschino, Emporio Armani e Tom Ford. Il 23 febbraio toccherà a Tod’s, Blumarine, Gucci, Vivetta, Versace. Il giorno successivo sarà il turno di Ermanno Scervino, Ferragamo, Missoni, Dolce & Gabbana e Bottega Veneta. Chiuderanno le sfilate in presenza, il 25 febbraio: Giorgio Armani, Luisa Spagnoli, Chiara Boni Le Petite Robe e Francesca Liberatore. Il lunedì sarà il giorno dedicato alle presentazioni digitali con Laura Biagiotti, Maison Nencioni, Munn, Phan Dang Hoang.

Ancora sprecato, va sottolineato, il primo giorno di sfilate dedicato anche quest’anno, al CNMI FASHION HUB OPENING. Con l’auspicio che questa volta il Presidente di CNMI, il signor Carlo Capasa, non lamenti una disuguaglianza con i cugini d’oltralpe e che non chieda quel giorno in più che ha già in calendario, ma che risulta mal sfruttato.

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